Sicurezza dei lavoratori da rischi di esposizione a Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA)
Considerazioni sulla Legge e la scelta della corretta strumentazione
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Si intendono Radiazioni Ottiche Artificiali tutte le radiazioni elettromagnetiche comprese nellintervallo da 100 nm fino 1mm. Questo intervallo viene ulteriormente suddiviso in diversi campi:
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La norma che regolamenta questa materia e contenuta nel DL 9 aprile 2008 N. 81 ed allegati.
I parametri descritti nella norma ed in base ai quali si definisce il livello limite di esposizione sono:
Irradianza (E) o densita di potenza:
· La potenza radiante incidente per unita di area su una superficie. Viene espressa in watt su metro quadro Wm-2
Esposizione radiante (H):
· Lintegrale nel tempo dellIrradianza. Viene espressa in Joule su metro quadro Jm-2
Radianza (L):
· Il flusso radiante o potenza per unita di angolo solido e per unita di superficie. Viene espressa in watt su metroquadro su steradiante Wm-2sr-1
Livello:
· La combinazione di Irradianza, esposizione radiante e radianza alle quali e esposto un lavoratore
I valori limite dellesposizione sono riportati negli allegati XXXVII al citato DL ed in particolare nella Parte I per le radiazioni incoerenti e nella Parte II per le radiazioni coerenti o laser.
Gli specifici valori di ciascuna sorgente possono essere dichiarati dal fabbricante o, pur attenendosi alla norma, il fabbricante stesso potrà fornire solo la categoria di appartenenza della sorgente. In entrambi i casi, tuttavia, questo non garantisce la sicurezza per il lavoratore e per tale ragione è sempre consigliata una verifica strumentale sul campo.
La strumentazione utilizzata per queste misure si può suddividere in SpettroRadiometri e Radiometri.
I primi forniscono una misura per singolo intervallo di lunghezza donda nel campo analizzato. I secondi forniscono invece nello stesso intervallo analizzato solamente una misura integrata.
La norma richiede che nel campo 100 nm 1400 nm vengano fornite sia la misura spettrale che quella integrata, mentre accetta la sola misura integrata nel campo da 1400 nm a un millimetro.
Dal punto di vista pratico la scelta di come operare nella verifica in campo delle radiazioni ottiche pone loperatore di fronte ad alcune scelte tecniche.
Infatti allo stato attuale non esiste un solo strumento in grado di soddisfare lintero campo spettrale.
Come riportano le Indicazioni Operative redatte dal Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di Lavoro delle Regioni e delle provincie Autonome, in collaborazione con lISPESL e con lIstituto Superiore della Sanità datate 11 Marzo 2010, in relazione allargomento, per le verifiche del rispetto dei limiti di esposizione relativamente allintervallo spettrale UV-VIS-IR, sarà necessario utilizzare strumentazione specifica per le tre bande…...
Da esperienze pratiche e da una semplice considerazione qualitativa, bisogna tuttavia osservare che la grande maggioranza delle radiazioni presenti nei luoghi di lavoro interessa il campo da 250 ¸ 780 nm con poche eccezioni a campi fino a 1400 nm. Nel campo al di sopra dei 1400 nm sono ancora più rare le emissioni.
E ancora, nelle applicazioni pratiche sono molto difficilmente riscontrabili applicazioni al di sotto dei 250 nm ed in questo caso sono normalmente già adottate tutte le severe protezioni richieste dalluso di tali strumentazioni (trattasi tipicamente di ambiti scientifici e medici).
In mancanza di uno strumento unico, come sopra detto, pur nella necessità di valutare tutto il campo previsto dalla legge, la scelta delloperatore potrà essere posta sullindagare prioritariamente larea ove con maggior probabilità si riscontreranno le radiazioni cercate.
Per questo motivo, Zetalab ha scelto tra i diversi sistemi uno SpettroRadiometro in grado di coprire lintervallo da 220 nm a 1100 nm che si caratterizza, tra laltro, per un CCD da 2048 Pixels, una risoluzione ottica minore di 1.5 nm ed una bassissima luce diffusa.
Tale scelta risulta in linea con quanto descritto dalle stesse Indicazioni Operative, di cui sopra, i quali riportano: per la parte VIS-IRA vengono spesso privilegiati gli spettroradiometri compatti a CCD con uscita a fibra ottica, per il basso costo e la praticità duso.
Da aggiungere che, a rafforzare la scelta di uno Spettroradiometro, le caratteristiche insite in un radiometrio a banda larga per la valutazione nellintervallo 200 1400nm comportano che, come indicato testualmente dalle linee guida nellAllegato 4, la pesatura spettrale operata dai filtri non riesce sempre a riprodurre il comportamento dello spettro dazione comportando di conseguenza un errore sulla determinazione delle grandezze efficaci.
Lo spettroradiometro SpectroLight 1.1 fornisce la lettura spettrale ed integrata in tutto lintervallo di lavoro 220-1100nm.
Lanalisi spettrale così ottenuta permette alloperatore di capire se, a lunghezze donda elevate (superiori ai 1100 nm misurati) siamo ancora in presenza di radiazioni IR-A.
Ed e lasciata pertanto alloperatore la possiblità di uneventuale indagine in questi intervalli di lunghezze donda dotandosi eventualmente di un sistema aggiuntivo (radiometro a banda larga).
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